Terre e rocce da scavo, in arrivo il decreto per il riutilizzo
È al vaglio del Consiglio di Stato il regolamento del Ministero dell’Ambiente sulla gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo.
Secondo anticipazioni di stampa, la disposizione, che dovrebbe mettere ordine nella materia, più volte ritoccata negli ultimi anni, prevede procedure semplificate per l’utilizzo di materiale proveniente da scavi sino a 6 mila mc e procedure particolari in presenza di livelli di inquinamento superiori ai limiti di legge.
Da una parte si attendono semplificazioni rispetto alle restrizioni contenute nel D.lgs 152/2006, Codice dell’ambiente. D’altro canto, il nuovo provvedimento dovrebbe superare gli atti amministrativi emanati dagli enti locali in attuazione del Codice dell’ambiente.
Secondo il D.lgs 205/2010, con l’entrata in vigore del decreto ministeriale in fase di studio, saranno abrogate le norme in materia di terre e rocce da scavo contenute nel Codice dell’Ambiente.
Il decreto ministeriale definirà inoltre i criteri in base ai quali classificare specifiche sostanze come sottoprodotti da riutilizzare e non come rifiuti.
Ricordiamo che al momento, per essere considerato come sottoprodotto, un oggetto deve essere originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, ed essere riutilizzato nel corso dello stesso o di un successivo processo.
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